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Supplementi a Daniele 14

Bel e il drago
Daniele e i sacerdoti del dio Bel

Alla morte del re Astiage, Ciro gli succedette sul trono di Persia.
Note al Testo
14,1 Ciro II di Persia (Ciro il Grande) riuscì a sottomettere Astiage, re dei Medi, nel 550 a.C. e da quel momento estese il suo potere su tutto il territorio persiano. Astiage però non morì in quella battaglia.
2Daniele viveva alla corte di Ciro ed era il più stimato di tutti gli amici del re.
I Babilonesi avevano un idolo di nome Bel. Ogni giorno il popolo doveva offrire a Bel dodici sacchi di farina finissima, quaranta pecore e duecentocinquanta litri di vino.
Note al Testo
14,3 Bel Is 46,1; Ger 50,2; 51,44.
4Anche il re lo credeva un dio e tutti i giorni andava ad adorarlo. Daniele invece adorava soltanto il suo Dio.
Il re gli disse:
— Perché non adori Bel?
Daniele rispose:
— Perché io non adoro idoli fatti dalle mani dell’uomo. Io adoro solo il Dio vivo, che creò il cielo e la terra ed è il Signore di tutta l’umanità.
Note al Testo
14,5 il cielo e la terra Gn 1,1; 14,19.22.
6Allora il re gli disse:
— Come fai a non crederlo un dio vivo? Non vedi quanto mangia e beve ogni giorno?
7Daniele si mise a ridere e rispose:
— Non essere così ingenuo, o re! Quest’idolo non è altro che terra cotta di dentro e bronzo di fuori, e non ha mai mangiato né bevuto un bel niente!
8Il re si arrabbiò. Fece chiamare i sacerdoti di Bel e disse:
— Ditemi chi mangia tutta questa roba, altrimenti sarete messi a morte! Se invece potrete dimostrarmi che la mangia Bel, sarà messo a morte Daniele perché pretende di dire che Bel non è dio!
9Daniele disse al re:
— D’accordo! sia fatto come hai detto.
I sacerdoti di Bel erano almeno settanta, senza contare le loro mogli e i loro figli.
10Il re si recò nel tempio di Bel insieme a Daniele.
11I sacerdoti gli dissero:
— Ecco, noi usciamo dal tempio. Tu, o re, disporrai i cibi e farai portare il vino. Poi chiuderai la porta e ci metterai i sigilli reali. Domattina tornerai a vedere. Se troverai che Bel non ha mangiato tutto, ci farai morire; ma se sarà sparito tutto, farai morire Daniele, perché ci ha calunniati.
I sacerdoti se la ridevano di Daniele, perché avevano fatto un passaggio segreto sotto l’altare; così potevano andare ogni notte a prendersi le offerte.
Note al Testo
14,12 sotto l’altare: altri: sotto la tavola.
13Quando essi uscirono il re fece mettere i cibi davanti a Bel.
14Daniele ordinò ai suoi servitori di portare della cenere e la fece spargere su tutto il pavimento. Nessuno li vide, eccetto il re. Poi uscirono tutti e chiusero la porta; misero i sigilli reali e se ne andarono.
15Come erano soliti fare, quella notte i sacerdoti di Bel entrarono nel tempio per il passaggio segreto, con le loro mogli e i loro figli; mangiarono e bevvero tutto.
16L’indomani il re e Daniele si alzarono presto e andarono al tempio.
17Il re domandò a Daniele:
— Sono intatti i sigilli?
Daniele rispose:
— Sì, o re, sono intatti!
Il re aprì subito la porta e appena guardò all’altare, gridò a gran voce: «Sei grande, o Bel! In te non c’è nessun inganno!».
Note al Testo
14,18 all’altare: altri: la tavola.
19Ma Daniele si mise a ridere. Trattenne il re perché non entrasse e gli disse:
— Osserva il pavimento: di chi sono queste impronte?
20Il re rispose:
— Vedo impronte di uomini, donne e bambini.
21Allora il re si adirò e fece arrestare i sacerdoti di Bel, le loro mogli e i loro figli. Gli fecero vedere il passaggio segreto da dove ogni notte entravano per mangiare tutte le offerte.
22Il re fece uccidere i sacerdoti e consegnò la statua di Bel a Daniele che la distrusse assieme al suo tempio.
Daniele e il drago

Nella città di Babilonia c’era anche un grosso drago e i Babilonesi lo adoravano come un dio.
Note al Testo
14,23 un grosso drago: altri: un grosso serpente (e così pure per le altre ricorrenze nel racconto).
24Un giorno il re disse a Daniele:
— Non mi dirai che questo dio non è vivo? Perciò adoralo!
Rispose Daniele:
— Io adoro il Signore mio Dio. Egli solo è il Dio vivo. Se tu, o re, mi dai il permesso, io ucciderò il drago senza usare né la spada né il bastone.
Note al Testo
14,25 il Signore Dt 6,4.13; Mt 4,10.
26Il re rispose:
— D’accordo! Hai il mio permesso.
27Allora Daniele prese della pece, del grasso e dei peli; mise a cuocere tutto insieme e ne fece alcune polpette. Le gettò nella gola del drago ed esso, appena le inghiotti, scoppiò. Allora Daniele gridò: «Ecco che cosa adorate!».
28Quando i Babilonesi vennero a sapere quel che era capitato, si arrabbiarono molto e fecero una dimostrazione di protesta contro il re. Gridavano: «Il re si è fatto ebreo! Ha distrutto Bel, ha fatto uccidere il drago e ha massacrato i sacerdoti!».
29Quando giunsero dal re, urlarono: «Consegnaci subito Daniele, altrimenti uccideremo te e tutta la tua famiglia!».
30Il re, vista la loro violenza, fu costretto ad abbandonare Daniele nelle loro mani.
31Essi lo gettarono nella fossa dei leoni e lo lasciarono là per sei giorni.
32Nella fossa c’erano sette leoni. Normalmente davano loro ogni giorno due cadaveri umani e due pecore; ma quella volta ai leoni non fu dato altro cibo, per essere sicuri che sbranassero Daniele.
33A quel tempo il profeta Abacuc si trovava nella terra di Giuda. Egli aveva fatto cuocere la minestra e in un vaso aveva preparato del pane spezzettato. Stava per andare nei campi per portare da mangiare ai mietitori.
34L’angelo del Signore disse ad Abacuc:
— Porta questo cibo a Daniele che è a Babilonia, nella fossa dei leoni.
35Abacuc rispose:
— Signore, io non sono mai stato a Babilonia e non so dove sia la fossa dei leoni.
Allora l’angelo del Signore prese Abacuc per i capelli e, con la velocità del vento, lo portò a Babilonia, dov’era la fossa dei leoni.
Note al Testo
14,36 con la velocità del vento: altri: con la forza del suo spirito.
37Abacuc gridò:
— Daniele! Daniele! prendi questo cibo: è Dio che te lo manda.
Daniele disse:
— O Dio, ti sei ricordato di me! Tu non abbandoni mai quelli che ti amano!
Note al Testo
14,38 Tu non abbandoni mai quelli che ti amano Sal 9,11; 27,9; 145,8.
39Poi si alzò e si mise a mangiare. L’angelo di Dio riportò immediatamente Abacuc a casa sua.
40Sette giorni dopo che Daniele era stato gettato nella fossa dei leoni, il re andò alla fossa a piangere e a far lutto sopra di lui. Quando arrivò alla fossa guardò dentro e vide Daniele seduto.
41Allora gridò: «Signore, Dio di Daniele, tu sei grande! Non c’è altro Dio all’infuori di te!».
42Fece uscire Daniele dalla fossa e fece gettare al suo posto quelli che avevano cercato di farlo morire. I leoni li sbranarono immediatamente, davanti agli occhi del re.

Note al Testo

14,1 Ciro II di Persia (Ciro il Grande) riuscì a sottomettere Astiage, re dei Medi, nel 550 a.C. e da quel momento estese il suo potere su tutto il territorio persiano. Astiage però non morì in quella battaglia.
14,3 Bel Is 46,1; Ger 50,2; 51,44.
14,5 il cielo e la terra Gn 1,1; 14,19.22.
14,12 sotto l’altare: altri: sotto la tavola.
14,18 all’altare: altri: la tavola.
14,23 un grosso drago: altri: un grosso serpente (e così pure per le altre ricorrenze nel racconto).
14,25 il Signore Dt 6,4.13; Mt 4,10.
14,36 con la velocità del vento: altri: con la forza del suo spirito.
14,38 Tu non abbandoni mai quelli che ti amano Sal 9,11; 27,9; 145,8.