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INTRODUZIONE
AL LIBRO DEI NUMERI

Caratteristiche principali

Il libro dei Numeri è stato intitolato così nell’antica traduzione greca perché riporta molti elenchi e censimenti degli Israeliti, ma il suo contenuto è in realtà molto più ampio.
Esso narra la storia degli Israeliti che, abbandonando il monte Sinai dopo aver ricevuto le leggi che Dio aveva comunicato a Mosè, si mettono in cammino verso la terra promessa (1,1-10,10).
Il loro viaggio li conduce dapprima a Kades-Barnea, all’ingresso della terra promessa. Ma essi hanno paura di entrarvi. Sono così condannati a trascorrere quarant’anni nel deserto. Solo allora ripartono verso il sud, per raggiungere infine, con un lungo e faticoso giro, il territorio di Moab, a est del Mar Morto (10,11-21,35).
Gli ultimi capitoli riportano vari avvenimenti ambientati nella terra promessa, cioè nella regione di Canaan (22,1-36,13).
Questo libro rappresenta la continuazione di quelli dell’Esodo e del Levitico e mostra il popolo di Dio nella sua realtà più umana, che alterna fiducia e dubbio, energia e scoraggiamento, grandezza e meschinità. Così appare ancora più chiara, per contrasto, la costante fedeltà di Dio verso il suo popolo, che però non esclude severità e giustizia.
Mosè svolge, nelle vicende riferite in questo libro, un ruolo difficile tra Dio e il suo popolo. È il profeta delle esigenze di Dio, con il quale ha grande confidenza, e, nello stesso tempo, sta di fronte a lui come difensore tenace del popolo infedele.
Autore e ambiente storico

Gli studiosi sono quasi tutti d’accordo nel ritenere che la redazione definitiva del libro dei Numeri sia opera di un esponente della classe dei sacerdoti. Questa raccolta è per Israele il ricordo del suo passato, l’insieme delle tradizioni della comunità che visse quelle esperienze di salvezza.
Schema
— Gli Israeliti nel deserto del Sinai 1,1-10,10 — Dal Sinai ai confini del territorio di Moab 10,11-21,35 — Sull’altipiano di Moab 22,1-36,13