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Genesi 41

Giuseppe spiega i sogni del faraone

Passarono due lunghi anni e anche il faraone ebbe un sogno:
Rimandi
41,1-32 i sogni del faraone 37,5-8+.
2si trovava sulla riva del Nilo e vide uscire dal fiume sette vacche belle, molto grasse, che mangiavano l’erba della riva.
3Improvvisamente dietro di loro uscirono dal fiume altre sette vacche, brutte e terribilmente magre, che si fermarono accanto alle prime sulla riva del Nilo.
4Le vacche magre divorarono le grasse. A questo punto il faraone si svegliò.
5Poi si riaddormentò e sognò di nuovo: Sette spighe belle, gonfie di grano, crescevano su un unico stelo.
6Dopo di loro spuntarono altre sette spighe, striminzite e rinsecchite a causa del vento del deserto.
7Le spighe esili ingoiarono le sette spighe grosse e gonfie. A questo punto il faraone si svegliò e si rese conto che era stato un sogno.
Appena fu giorno il faraone, profondamente turbato, fece chiamare tutti gli indovini e i sapienti dell’Egitto e gli raccontò quello che aveva sognato. Ma nessuno fu in grado di dargliene una spiegazione.
Rimandi
41,8 il faraone turbato Dn 2,1. — tutti i sapienti Es 7,11.22; 8,3; Dn 2,2.27; 4,4; 5,7.11.
Allora intervenne il capo dei coppieri, responsabile della cantina del re. Disse: «Oggi devo per forza ricordare i miei errori.
Rimandi
41,9-13 il capo dei coppieri 40,14+.
10Un giorno Vostra Maestà era andato in collera contro i suoi servitori e mi aveva fatto rinchiudere nella casa del comandante delle guardie insieme al capo dei panettieri.
11In una stessa notte abbiamo fatto tutti e due un sogno con un significato particolare.
12In prigione con noi c’era un giovane schiavo ebreo, un servitore del capo delle guardie. Noi gli abbiamo raccontato i nostri sogni e lui ce li ha spiegati dando a ciascuno la giusta interpretazione.
13Infatti è accaduto esattamente quel che egli aveva previsto: io sono stato ristabilito nel mio incarico e l’altro è stato impiccato».
Allora il faraone fece chiamare Giuseppe che fu immediatamente scarcerato. Si tagliò la barba, si cambiò i vestiti e si presentò al faraone
Rimandi
41,14 Giuseppe davanti al faraone Sal 105,20-21; Dn 2,25; At 7,10; cfr. 1 Sam 2,8.
15che gli disse:
— Ho fatto un sogno, ma nessuno sa darmene la spiegazione. Ho sentito dire che tu sei capace di interpretare i sogni non appena te li raccontano.
Giuseppe rispose:
— Non io, ma Dio stesso darà a Vostra Maestà una spiegazione favorevole.
Rimandi
41,16 Dio darà la spiegazione 40,8+.
17Il faraone disse a Giuseppe: «Nel mio sogno stavo sulla riva del Nilo.
18Vidi uscire dal fiume sette vacche belle, molto grasse, che mangiavano l’erba della riva.
19Improvvisamente dal fiume salirono dietro di loro altre sette vacche, ma così magre e brutte che in Egitto non ne ho mai visto di uguali.
20Queste ultime divorarono le prime sette, quelle belle e grasse.
21Ma sebbene le avessero ingoiate non si vedeva affatto: il loro aspetto era brutto come prima. A questo punto mi sono svegliato.
22«Poi sognai di nuovo: Vidi sette spighe belle, gonfie di grano, che crescevano su di un unico stelo.
23Ma dietro di loro spuntarono altre sette spighe esili e striminzite, rinsecchite a causa del vento del deserto.
24Queste ultime inghiottirono le sette spighe belle. Ho già raccontato tutti questi sogni agli indovini, ma nessuno è stato capace di spiegarmeli».
Giuseppe disse: «I due sogni hanno lo stesso significato. Con essi il Signore vi fa sapere quello che sta per fare.
Rimandi
41,25 ti fa sapere Am 3,7; Dn 2,28; Mc 13,23.
26Le sette vacche belle e le sette spighe belle rappresentano sette anni. Si tratta quindi di un unico sogno.
Le sette vacche brutte e malconce e le sette spighe esili e riarse dal vento del deserto rappresentano anch’esse sette anni: sette anni di carestia.
Rimandi
41,27 sette anni di carestia 2 Re 8,1; At 7,11.
28Proprio come ho detto prima, il Signore vi fa sapere quel che sta per fare.
29Nei prossimi sette anni vi sarà grande abbondanza in tutto l’Egitto.
30Poi seguiranno sette anni di carestia che cancelleranno in Egitto ogni ricordo dell’abbondanza precedente. La fame consumerà il paese
31e sarà così grande che non si saprà più che cos’è l’abbondanza.
32Il fatto che Vostra Maestà ha avuto un solo sogno ripetutosi in due modi diversi, significa che Dio ha preso una decisione irrevocabile e che egli sta per realizzarla.
Perciò Vostra Maestà cerchi ora un uomo intelligente e saggio e gli conferisca autorità su tutto l’Egitto.
Rimandi
41,33 un uomo intelligente e saggio Es 31,1-3; 35,30-31; Dt 1,13; 1 Re 7,13-14.
34Stabilisca inoltre funzionari incaricati di prelevare un quinto dei raccolti della terra durante i sette anni di abbondanza.
35I funzionari dovranno accumulare molti viveri durante le prossime annate buone. Mettano e conservino il grano nei magazzini del re per l’approvvigionamento futuro delle città.
36Così l’Egitto avrà provviste nei successivi sette anni di carestia e il paese non sarà distrutto dalla fame».
Giuseppe diventa viceré d’Egitto

37Il faraone e i suoi ministri apprezzarono il discorso di Giuseppe
e il faraone disse loro: «Quest’uomo ha in sé lo spirito di Dio. Potremmo forse trovare qualcuno migliore di lui?».
Rimandi
41,38 ha in sé lo spirito di Dio 1 Sam 10,6; 11,6; 16,13; Dn 4,15; 5,11-14; Suppl.Dn 13,45.
39Allora si rivolse a Giuseppe: «Siccome Dio ti ha fatto conoscere tutte queste cose, nessuno può essere intelligente e saggio come te.
40Perciò tu stesso sarai l’amministratore del mio regno, e tutto il mio popolo ubbidirà ai tuoi ordini. Soltanto io, dato che sono il re, avrò un potere superiore al tuo».
41E aggiunse: «Ti conferisco autorità su tutto l’Egitto».
Poi il faraone si tolse l’anello dal dito e lo mise a quello di Giuseppe, lo fece vestire di abiti di lino finissimo e gli pose attorno al collo la collana d’oro.
Rimandi
41,42 l’anello Est 3,10; 8,2. — la collana d’oro Dn 5,7.29.
Note al Testo
41,42 collana d’oro: questo gesto come segno distintivo di onore è ricordato anche in antichi documenti egiziani (vedi pure Daniele 5,29). L’anello era probabilmente il sigillo del re che aveva spesso forma di anello. Con esso Giuseppe diventava il vero esecutore del volere regale.
Lo fece salire sul suo secondo carro. Davanti a lui si gridava: «Largo! Largo!».
Fu così che il faraone mise Giuseppe a capo di tutto l’Egitto.
Note al Testo
41,43 Largo, largo!: il significato dell’espressione ebraica abrec è per noi oscuro. Alcuni tentano di ricondurla a un verbo ebraico che significa “inginocchiarsi” e perciò la interpretano come una intimazione: In ginocchio! altri preferiscono intenderla come una forma di avvertimento, equivalente al nostro Attenzione!
Disse ancora a Giuseppe: «Io sono il faraone. Nessuno oserà muovere anche solo il dito mignolo senza il tuo permesso».
Note al Testo
41,44 muovere anche solo il dito mignolo: altri: alzare la mano o il piede.
Il faraone diede a Giuseppe il nome egiziano di Safnat-Panèach e gli fece sposare Asenat, figlia di Potifera, sacerdote di Eliòpoli. Poi Giuseppe cominciò a fare giri di ispezione nei territori dell’Egitto.
Note al Testo
41,45 Safnat-Panèach: non conosciamo l’esatto significato di questo nome; tuttavia è simile a un termine che indica la vita.
46Aveva trent’anni quando fu condotto alla presenza del faraone, re d’Egitto.
Giuseppe lasciò il faraone e si mise a viaggiare per tutta la regione.
47Durante le sette annate di abbondanza la terra produsse ottimi raccolti,
48e in quel periodo Giuseppe ammassò nel paese d’Egitto grandi riserve di viveri. In ogni città faceva conservare i raccolti della campagna circostante.
Accumulò tanto grano che smise di tenerne il conto perché era incalcolabile come la sabbia del mare.
Rimandi
41,49 come la sabbia 22,17+.
I figli di Giuseppe

50Prima dell’inizio della carestia Asenat, moglie di Giuseppe, figlia di Potifera, sacerdote di Eliòpoli, ebbe due figli.
Al maggiore Giuseppe diede il nome di Manasse: «Perché — disse — Dio mi ha ricompensato di tutte le mie sofferenze e dell’allontanamento dalla casa di mio padre».
Rimandi
41,51-52 Manasse ed Èfraim 48,1-22.
Note al Testo
41,51 Manasse: nell’ebraico vi è un gioco di parole tra il nome Manasse e il verbo qui tradotto con: mi ha ricompensato, che si potrebbe anche tradurre: mi ha fatto dimenticare.
Il secondo lo chiamò Èfraim: «Perché — disse — Dio mi ha dato figli in questo paese nel quale sono stato infelice».
Note al Testo
41,52 Èfraim: nell’ebraico vi è un gioco di parole fra il nome Èfraim e Dio mi ha dato figli.
Giacobbe manda i figli in Egitto

53Terminati in Egitto i sette anni di abbondanza
54cominciarono i sette anni di carestia. Come Giuseppe aveva previsto vi fu fame dappertutto, ma il pane non mancava nel territorio egiziano.
Poi anche in tutto l’Egitto si fece sentire la mancanza di viveri. Il popolo reclamò cibo dal faraone, che disse agli Egiziani: «Andate da Giuseppe e fate tutto quel che vi comanderà».
Rimandi
41,55 fate tutto quello che vi comanderà Gv 2,5.
56Quando la fame si estese ovunque, Giuseppe fece aprire i depositi e fece vendere grano agli Egiziani mentre la fame continuava ad aggravarsi in Egitto.
57Da tutti i paesi la gente andava in Egitto per comprare grano perché la carestia era grande.

Rimandi

41,1-32 i sogni del faraone 37,5-8+.
41,8 il faraone turbato Dn 2,1. — tutti i sapienti Es 7,11.22; 8,3; Dn 2,2.27; 4,4; 5,7.11.
41,9-13 il capo dei coppieri 40,14+.
41,14 Giuseppe davanti al faraone Sal 105,20-21; Dn 2,25; At 7,10; cfr. 1 Sam 2,8.
41,16 Dio darà la spiegazione 40,8+.
41,25 ti fa sapere Am 3,7; Dn 2,28; Mc 13,23.
41,27 sette anni di carestia 2 Re 8,1; At 7,11.
41,33 un uomo intelligente e saggio Es 31,1-3; 35,30-31; Dt 1,13; 1 Re 7,13-14.
41,38 ha in sé lo spirito di Dio 1 Sam 10,6; 11,6; 16,13; Dn 4,15; 5,11-14; Suppl.Dn 13,45.
41,42 l’anello Est 3,10; 8,2. — la collana d’oro Dn 5,7.29.
41,49 come la sabbia 22,17+.
41,51-52 Manasse ed Èfraim 48,1-22.
41,55 fate tutto quello che vi comanderà Gv 2,5.

Note al Testo

41,42 collana d’oro: questo gesto come segno distintivo di onore è ricordato anche in antichi documenti egiziani (vedi pure Daniele 5,29). L’anello era probabilmente il sigillo del re che aveva spesso forma di anello. Con esso Giuseppe diventava il vero esecutore del volere regale.
41,43 Largo, largo!: il significato dell’espressione ebraica abrec è per noi oscuro. Alcuni tentano di ricondurla a un verbo ebraico che significa “inginocchiarsi” e perciò la interpretano come una intimazione: In ginocchio! altri preferiscono intenderla come una forma di avvertimento, equivalente al nostro Attenzione!
41,44 muovere anche solo il dito mignolo: altri: alzare la mano o il piede.
41,45 Safnat-Panèach: non conosciamo l’esatto significato di questo nome; tuttavia è simile a un termine che indica la vita.
41,51 Manasse: nell’ebraico vi è un gioco di parole tra il nome Manasse e il verbo qui tradotto con: mi ha ricompensato, che si potrebbe anche tradurre: mi ha fatto dimenticare.
41,52 Èfraim: nell’ebraico vi è un gioco di parole fra il nome Èfraim e Dio mi ha dato figli.