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Marco

9 Diceva loro: "In verità io vi dico: vi sono alcuni, qui presenti, che non morranno prima di aver visto giungere il regno di Dio nella sua potenza".
9,1 Per alcuni qui si allude alla rovina di Gerusalemme, avvenuta nell’anno 70 d.C.; altri vi vedono un riferimento alla trasfigurazione, narrata subito dopo, oppure alla risurrezione.
Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro
9,2-13 La trasfigurazione di Gesù (vedi Mt 17,1-13; Lc 9,28-36)
3 e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche.
9,3
4 E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù.
9,4
5 Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: "Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia".
9,5
6 Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati.
9,6
7 Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: "Questi è il Figlio mio, l'amato: ascoltatelo!".
9,7
8 E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
9,8
9 Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risorto dai morti.
9,9
Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.
9,10 I discepoli sapevano soltanto che tutti gli uomini dovevano risorgere alla fine dei tempi. Del messia si attendevano i trionfi, ma non la morte e quindi nemmeno la risurrezione (vedi Gv 12,34).
E lo interrogavano: "Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elia ?".
9,11 Vedi Ml 3,23.
12 Egli rispose loro: "Sì, prima viene Elia e ristabilisce ogni cosa; ma, come sta scritto del Figlio dell'uomo? Che deve soffrire molto ed essere disprezzato.
9,12
Io però vi dico che Elia è già venuto e gli hanno fatto quello che hanno voluto, come sta scritto di lui".
9,13 Il Battista, nuovo Elia, ha subìto la sorte minacciata a quell’antico profeta (vedi 1Re 19,1-10).
E arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro.
9,14-29 Gesù guarisce un ragazzo epilettico (vedi Mt 17,14-21; Lc 9,37-43a)
15 E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo.
9,15
16 Ed egli li interrogò: "Di che cosa discutete con loro?".
9,16
17 E dalla folla uno gli rispose: "Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto.
9,17
18 Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti".
9,18
19 Egli allora disse loro: "O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me".
9,19
20 E glielo portarono. Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando.
9,20
21 Gesù interrogò il padre: "Da quanto tempo gli accade questo?". Ed egli rispose: "Dall'infanzia;
9,21
22 anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell'acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci".
9,22
23 Gesù gli disse: "Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede".
9,23
Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: "Credo; aiuta la mia incredulità!".
9,24 Quest’uomo è consapevole che la fede ha bisogno del soccorso divino.
25 Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: "Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più".
9,25
26 Gridando e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: "È morto".
9,26
27 Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi.
9,27
28 Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: "Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?".
9,28
Ed egli disse loro: "Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera".
9,29 con la preghiera: in alcuni manoscritti si legge “con la preghiera e con il digiuno”.
Partiti di là, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse.
9,30-32 Secondo annuncio della morte e della risurrezione (vedi Mt 17,22-23; Lc 9,43b-45)
31 Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: "Il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà".
9,31
32 Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
9,32
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: "Di che cosa stavate discutendo per la strada?".
9,33-41 Servire con umiltà e carità (vedi Mt 18,1-5; 10,42; Lc 9,46-50)
34 Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande.
9,34
35 Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: "Se uno vuole essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servitore di tutti".
9,35
36 E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro:
9,36
37 "Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato".
9,37
Giovanni gli disse: "Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva".
9,38-40 L’esorcista crede nell’efficacia del nome di Gesù. Rimproverando i discepoli intolleranti, Gesù ricorda loro che nessuno può monopolizzare la fede.
39 Ma Gesù disse: "Non glielo impedite, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me:
9,39
40 chi non è contro di noi è per noi.
9,40
41 Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d'acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
9,41
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare.
9,42-50 Vincere il male a ogni costo (vedi Mt 18,6-9; 5,13; Lc 17,1-2; 14,34)
Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile.
9,43 I vv. 44 e 46, che ripetono il v. 48, sono omessi in diversi manoscritti e non sembrano aver fatto parte del testo originale.
44 [44]
9,44
45 E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. [
9,45
46 ]
9,46
47 E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna,
9,47
dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue.
9,48 Citazione di Is 66,24. Il verme è simbolo del rimorso.
Ognuno infatti sarà salato con il fuoco.
9,49 Questa parola di Gesù è introdotta qui a motivo del richiamo del fuoco (vedi il v. 48). Per essere gradite a Dio, le vittime dovevano essere cosparse di sale, simbolo di fedeltà (vedi Lv 2,13).
Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri".


9,50 Anche questa parola è inserita qui per il richiamo del sale (v. 49). Il sale impedisce o rallenta la corruzione.

Note nel testo

9,1Per alcuni qui si allude alla rovina di Gerusalemme, avvenuta nell’anno 70 d.C.; altri vi vedono un riferimento alla trasfigurazione, narrata subito dopo, oppure alla risurrezione.
9,2-13La trasfigurazione di Gesù (vedi Mt 17,1-13; Lc 9,28-36)
9,10I discepoli sapevano soltanto che tutti gli uomini dovevano risorgere alla fine dei tempi. Del messia si attendevano i trionfi, ma non la morte e quindi nemmeno la risurrezione (vedi Gv 12,34).
9,11Vedi Ml 3,23.
9,13Il Battista, nuovo Elia, ha subìto la sorte minacciata a quell’antico profeta (vedi 1Re 19,1-10).
9,14-29Gesù guarisce un ragazzo epilettico (vedi Mt 17,14-21; Lc 9,37-43a)
9,24Quest’uomo è consapevole che la fede ha bisogno del soccorso divino.
9,29con la preghiera: in alcuni manoscritti si legge “con la preghiera e con il digiuno”.
9,30-32Secondo annuncio della morte e della risurrezione (vedi Mt 17,22-23; Lc 9,43b-45)
9,33-41Servire con umiltà e carità (vedi Mt 18,1-5; 10,42; Lc 9,46-50)
9,38-40L’esorcista crede nell’efficacia del nome di Gesù. Rimproverando i discepoli intolleranti, Gesù ricorda loro che nessuno può monopolizzare la fede.
9,42-50Vincere il male a ogni costo (vedi Mt 18,6-9; 5,13; Lc 17,1-2; 14,34)
9,43I vv. 44 e 46, che ripetono il v. 48, sono omessi in diversi manoscritti e non sembrano aver fatto parte del testo originale.
9,48Citazione di Is 66,24. Il verme è simbolo del rimorso.
9,49Questa parola di Gesù è introdotta qui a motivo del richiamo del fuoco (vedi il v. 48). Per essere gradite a Dio, le vittime dovevano essere cosparse di sale, simbolo di fedeltà (vedi Lv 2,13).
9,50Anche questa parola è inserita qui per il richiamo del sale (v. 49). Il sale impedisce o rallenta la corruzione.