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CEI 2008 - Nuovo Testamento - Vangeli - Marco - 10

Marco

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10 Partito di là, venne nella regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare.
10,1-12 Il matrimonio secondo il progetto di Dio (vedi Mt 19,1-95,32Lc 16,18)
2Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie.
3Ma egli rispose loro: "Che cosa vi ha ordinato Mosè?".
Dissero: "Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla".
10,4 Riferimento a Dt 24,1-4.
5Gesù disse loro: "Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma.
Ma dall'inizio della creazione li fece maschio e femmina;
10,6-8 Citazione di Gen 1,27 e 2,24.
7 per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie
8 e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne.
9Dunque l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto".
10A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento.
11E disse loro: "Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio verso di lei;
e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio".
10,12 Adattamento delle parole di Gesù al mondo greco-romano, dove anche la donna poteva prendere l’iniziativa del divorzio. Non così nel mondo ebraico.
Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono.
10,13-16 Gesù benedice i bambini (vedi Mt 19,13-15Lc 18,15-17)
14Gesù, al vedere questo, s'indignò e disse loro: "Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio.
15In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso".
16E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.
Mentre andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: "Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?".
10,17-31 Incontro di Gesù con un uomo ricco (vedi Mt 19,16-30Lc 18,18-30)
18Gesù gli disse: "Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo.
Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre".
10,19 Citazioni di Es 20,12-16Dt 5,16-20.
20Egli allora gli disse: "Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza".
21Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: "Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!".
22Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
23Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: "Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!".
24I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: "Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio!
25È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio".
26Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: "E chi può essere salvato?".
27Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: "Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio".
28Pietro allora prese a dirgli: "Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito".
29Gesù gli rispose: "In verità io vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo,
30che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà.
31Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi".
Mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti a loro ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti. Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli:
10,32-34 Terzo annuncio della morte e della risurrezione (vedi Mt 20,17-19Lc 18,31-33)
33"Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani,
34lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà".
Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: "Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo".
10,35-45 Servire e donare la vita (vedi Mt 20,20-28Lc 22,24-27)
36Egli disse loro: "Che cosa volete che io faccia per voi?".
37Gli risposero: "Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra".
Gesù disse loro: "Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?".
10,38 Questo battesimo (la parola greca significa “immersione”) indica le sofferenze dalle quali Cristo sarà come sommerso.
39Gli risposero: "Lo possiamo". E Gesù disse loro: "Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati.
40Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato".
41Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni.
42Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: "Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono.
43Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore,
44e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti.
Anche il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti".
10,45  Altrove il Figlio dell’uomo è un personaggio che da Dio è rivestito di potere (vedi Dn 7,13-14). Qui invece, paradossalmente, è un personaggio sofferente e umiliato, come il Servo del quale parla il libro di Isaia (vedi Is 52,13-53,12).
E giunsero a Gerico. Mentre partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare.
10,46-52 Il cieco di Gerico (vedi Mt 20,29-34Lc 18,35-43)
Bartimeo: equivalente aramaico di figlio di Timeo.
47Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: "Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!".
48Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: "Figlio di Davide, abbi pietà di me!".
49Gesù si fermò e disse: "Chiamatelo!". Chiamarono il cieco, dicendogli: "Coraggio! Àlzati, ti chiama!".
50Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: "Che cosa vuoi che io faccia per te?". E il cieco gli rispose: "Rabbunì, che io veda di nuovo!".
10,51 Rabbunì: parola aramaica che significa “maestro mio” (vedi Gv 20,16).
52E Gesù gli disse: "Va', la tua fede ti ha salvato". E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.


Note al testo

10,1-12 Il matrimonio secondo il progetto di Dio (vedi Mt 19,1-95,32Lc 16,18)
10,4 Riferimento a Dt 24,1-4.
10,6-8 Citazione di Gen 1,27 e 2,24.
10,12 Adattamento delle parole di Gesù al mondo greco-romano, dove anche la donna poteva prendere l’iniziativa del divorzio. Non così nel mondo ebraico.
10,13-16 Gesù benedice i bambini (vedi Mt 19,13-15Lc 18,15-17)
10,17-31 Incontro di Gesù con un uomo ricco (vedi Mt 19,16-30Lc 18,18-30)
10,19 Citazioni di Es 20,12-16Dt 5,16-20.
10,32-34 Terzo annuncio della morte e della risurrezione (vedi Mt 20,17-19Lc 18,31-33)
10,35-45 Servire e donare la vita (vedi Mt 20,20-28Lc 22,24-27)
10,38 Questo battesimo (la parola greca significa “immersione”) indica le sofferenze dalle quali Cristo sarà come sommerso.
10,45  Altrove il Figlio dell’uomo è un personaggio che da Dio è rivestito di potere (vedi Dn 7,13-14). Qui invece, paradossalmente, è un personaggio sofferente e umiliato, come il Servo del quale parla il libro di Isaia (vedi Is 52,13-53,12).
10,46-52 Il cieco di Gerico (vedi Mt 20,29-34Lc 18,35-43)
Bartimeo: equivalente aramaico di figlio di Timeo.
10,51 Rabbunì: parola aramaica che significa “maestro mio” (vedi Gv 20,16).