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Luca

15 Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo.
15,1-7 Parabola della pecora smarrita (vedi Mt 18,12-14)
15,1-7 La parabola della pecora smarrita, in Luca, ha il suo vertice nell’invito a partecipare alla gioia di Dio nel perdonare; Matteo invece vuol dare particolare evidenza al compito del pastore nel cercare la pecora smarrita.
2 I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: "Costui accoglie i peccatori e mangia con loro".
15,2
3 Ed egli disse loro questa parabola:
15,3
4 "Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova?
15,4
5 Quando l'ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle,
15,5
6 va a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: "Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta".
15,6
7 Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
15,7
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova?
15,8-10 Parabola della moneta perduta
15,8 dieci monete: letteralmente “dieci dracme”; la dracma era una moneta greca equivalente al denaro, cioè la paga di una giornata lavorativa.
9 E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: "Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto".
15,9
10 Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte".
15,10
Disse ancora: "Un uomo aveva due figli.
15,11-32 Parabola del padre misericordioso
15,11-32 In questa stupenda parabola la scena è dominata dall’amore del Padre. La parabola giustifica il perdono che Gesù accorda ai peccatori.
12 Il più giovane dei due disse al padre: "Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta". Ed egli divise tra loro le sue sostanze.
15,12
13 Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto.
15,13
14 Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno.
15,14
Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci.
15,15 Per gli Ebrei i porci sono animali impuri.
16 Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla.
15,16
17 Allora ritornò in sé e disse: "Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame!
15,17
18 Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te;
15,18
19 non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati".
15,19
20 Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò.
15,20
21 Il figlio gli disse: "Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio".
15,21
22 Ma il padre disse ai servi: "Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l'anello al dito e i sandali ai piedi.
15,22
23 Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa,
15,23
24 perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato". E cominciarono a far festa.
15,24
25 Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze;
15,25
26 chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo.
15,26
27 Quello gli rispose: "Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo".
15,27
28 Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo.
15,28
29 Ma egli rispose a suo padre: "Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici.
15,29
30 Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso".
15,30
31 Gli rispose il padre: "Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo;
15,31
32 ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato"".


15,32

Note nel testo

15,1-7Parabola della pecora smarrita (vedi Mt 18,12-14)
15,1-7 La parabola della pecora smarrita, in Luca, ha il suo vertice nell’invito a partecipare alla gioia di Dio nel perdonare; Matteo invece vuol dare particolare evidenza al compito del pastore nel cercare la pecora smarrita.
15,8-10Parabola della moneta perduta
15,8 dieci monete: letteralmente “dieci dracme”; la dracma era una moneta greca equivalente al denaro, cioè la paga di una giornata lavorativa.
15,11-32Parabola del padre misericordioso
15,11-32 In questa stupenda parabola la scena è dominata dall’amore del Padre. La parabola giustifica il perdono che Gesù accorda ai peccatori.
15,15Per gli Ebrei i porci sono animali impuri.