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CEI2008

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Giovanni

9 Passando, vide un uomo cieco dalla nascita
9,1-12 Gesù guarisce un uomo cieco dalla nascita
e i suoi discepoli lo interrogarono: "Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?".
9,2-3 Era pregiudizio comune che le malattie fossero conseguenze di precisi peccati. Per Gesù, invece, la malattia può diventare luogo di salvezza e di rivelazione di Dio.
3Rispose Gesù: "Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio.
Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire.
9,4 Il tempo del ministero pubblico è paragonato da Gesù a una giornata lavorativa.
5Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo".
Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco
9,6 Gesù fa capire all’infermo che lo guarirà; alla saliva si attribuivano virtù curative.
e gli disse: "Va' a lavarti nella piscina di Sìloe" - che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
9,7 Sìloe: significa “canale inviante” o “acqua inviata”, come Gesù che è l’inviato di Dio. La piscina si trova ai piedi dello sperone meridionale della collina su cui sorgeva il tempio.
8Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: "Non è lui quello che stava seduto a chiedere l'elemosina?".
9Alcuni dicevano: "È lui"; altri dicevano: "No, ma è uno che gli assomiglia". Ed egli diceva: "Sono io!".
10Allora gli domandarono: "In che modo ti sono stati aperti gli occhi?".
11Egli rispose: "L'uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: "Va' a Sìloe e làvati!". Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista".
12Gli dissero: "Dov'è costui?". Rispose: "Non lo so".
Condussero dai farisei quello che era stato cieco:
9,13-41 Discussione sul miracolo
era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi.
9,14 era un sabato: analogamente alla guarigione del paralitico (5,1-9a), Gesù compie anche questo miracolo violando il sabato.
15Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: "Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo".
16Allora alcuni dei farisei dicevano: "Quest'uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato". Altri invece dicevano: "Come può un peccatore compiere segni di questo genere?". E c'era dissenso tra loro.
17Allora dissero di nuovo al cieco: "Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?". Egli rispose: "È un profeta!".
18Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista.
19E li interrogarono: "È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?".
20I genitori di lui risposero: "Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco;
21ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l'età, parlerà lui di sé".
22Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga.
23Per questo i suoi genitori dissero: "Ha l'età: chiedetelo a lui!".
Allora chiamarono di nuovo l'uomo che era stato cieco e gli dissero: "Da' gloria a Dio! Noi sappiamo che quest'uomo è un peccatore".
9,24 Da’ gloria a Dio: l’uomo è invitato a dire la verità in coscienza.
25Quello rispose: "Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo".
26Allora gli dissero: "Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?".
27Rispose loro: "Ve l'ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?".
28Lo insultarono e dissero: "Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè!
29Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia".
30Rispose loro quell'uomo: "Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi.
31Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta.
32Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato.
33Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla".
34Gli replicarono: "Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?". E lo cacciarono fuori.
35Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: "Tu, credi nel Figlio dell'uomo?".
36Egli rispose: "E chi è, Signore, perché io creda in lui?".
37Gli disse Gesù: "Lo hai visto: è colui che parla con te".
38Ed egli disse: "Credo, Signore!". E si prostrò dinanzi a lui.
39Gesù allora disse: "È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi".
40Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: "Siamo ciechi anche noi?".
41Gesù rispose loro: "Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: "Noi vediamo", il vostro peccato rimane".


Note al testo

9,1-12 Gesù guarisce un uomo cieco dalla nascita
9,2-3 Era pregiudizio comune che le malattie fossero conseguenze di precisi peccati. Per Gesù, invece, la malattia può diventare luogo di salvezza e di rivelazione di Dio.
9,4 Il tempo del ministero pubblico è paragonato da Gesù a una giornata lavorativa.
9,6 Gesù fa capire all’infermo che lo guarirà; alla saliva si attribuivano virtù curative.
9,7 Sìloe: significa “canale inviante” o “acqua inviata”, come Gesù che è l’inviato di Dio. La piscina si trova ai piedi dello sperone meridionale della collina su cui sorgeva il tempio.
9,13-41 Discussione sul miracolo
9,14 era un sabato: analogamente alla guarigione del paralitico (5,1-9a), Gesù compie anche questo miracolo violando il sabato.
9,24 Da’ gloria a Dio: l’uomo è invitato a dire la verità in coscienza.