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Giovanni

6 Dopo questi fatti, Gesù passò all'altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade,
6,1 SECONDA PASQUA (6,1-71)
6,1-15 Gesù moltiplica i pani e i pesci
6,1-15 La moltiplicazione dei pani e dei pesci è un miracolo raccontato da tutti e quattro i vangeli (vedi Mt 14,13-21; Mc 6,30-44; Lc 9,10-17). Nel vangelo di Giovanni esso diventa il punto di partenza per il grande discorso sul pane di vita.
6,1 Siamo di nuovo in Galilea, come al termine del c. 4.
2 e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi.
6,2
3 Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli.
6,3
4 Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
6,4
5 Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: "Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?".
6,5
6 Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere.
6,6
7 Gli rispose Filippo: "Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo".
6,7
8 Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro:
6,8
9 "C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cos'è questo per tanta gente?".
6,9
10 Rispose Gesù: "Fateli sedere". C'era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
6,10
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
6,11-13 L’annotazione che Gesù stesso distribuisce i pani e i pesci, la preghiera di ringraziamento, il comando di raccogliere i pezzi avanzati, sono probabili allusioni all’eucaristia.
12 E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: "Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto".
6,12
13 Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d'orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
6,13
14 Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: "Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!".
6,14
15 Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.
6,15
Venuta intanto la sera, i suoi discepoli scesero al mare,
6,16-21 Un altro segno: Gesù cammina sul mare
Il miracolo, che ha paralleli in Mc 6,45-52 e Mt 14,22-33, mostra che in Gesù è data la presenza di Dio (sono io, v. 20), che apre una strada di salvezza per gli uomini
17 salirono in barca e si avviarono verso l'altra riva del mare in direzione di Cafàrnao. Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti;
6,17
18 il mare era agitato, perché soffiava un forte vento.
6,18
19 Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura.
6,19
20 Ma egli disse loro: "Sono io, non abbiate paura!".
6,20
21 Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti.
6,21
Il giorno dopo, la folla, rimasta dall'altra parte del mare, vide che c'era soltanto una barca e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli.
6,22-58 Il pane della vita
23 Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie.
6,23
24 Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù.
6,24
25 Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: "Rabbì, quando sei venuto qua?".
6,25
Gesù rispose loro: "In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati.
6,26-27 La folla non ha compreso il vero significato della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Essa cerca un cibo terreno, che non dura; Gesù invece intende offrirle un cibo che rimane per la vita eterna, cioè la sua parola e la sua persona.
27 Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell'uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo".
6,27
28 Gli dissero allora: "Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?".
6,28
29 Gesù rispose loro: "Questa è l'opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato".
6,29
30 Allora gli dissero: "Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai?
6,30
I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo".
6,31 Citazione di Sal 78,24.
32 Rispose loro Gesù: "In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero.
6,32
33 Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo".
6,33
34 Allora gli dissero: "Signore, dacci sempre questo pane".
6,34
Gesù rispose loro: "Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!
6,35 Dicendo Io sono il pane della vita, Gesù afferma di essere quella salvezza che ogni uomo, consapevolmente o inconsapevolmente, va cercando (vedi vv. 48.51).
36 Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete.
6,36
37 Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori,
6,37
38 perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
6,38
39 E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell'ultimo giorno.
6,39
40 Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno".
6,40
41 Allora i Giudei si misero a mormorare contro di lui perché aveva detto: "Io sono il pane disceso dal cielo".
6,41
42 E dicevano: "Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: "Sono disceso dal cielo"?".
6,42
43 Gesù rispose loro: "Non mormorate tra voi.
6,43
44 Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
6,44
Sta scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me.
6,45 Citazione di Is 54,13.
46 Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre.
6,46
47 In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
6,47
48 Io sono il pane della vita.
6,48
49 I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti;
6,49
50 questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
6,50
51 Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo".
6,51
52 Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: "Come può costui darci la sua carne da mangiare?".
6,52
Gesù disse loro: "In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita.
6,53-58 Il pane che viene da Dio e dona la vita è la parola di Gesù ed è l’eucaristia. In questa seconda parte del discorso si parla più direttamente dell’eucaristia (carne, sangue, mangiare e bere).
54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
6,54
55 Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
6,55
56 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui.
6,56
57 Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.
6,57
58 Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno".
6,58
Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.
6,59-71 Crisi tra i discepoli
Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: "Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?".
6,60 La parola dura non si riferisce unicamente alla misteriosa presenza di Gesù nel pane e nel vino, ma a tutto il contenuto del discorso.
61 Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: "Questo vi scandalizza?
6,61
E se vedeste il Figlio dell'uomo salire là dov'era prima?
6,62 Quando Gesù risorgerà e ritornerà al Padre, allora si capirà il senso vero di ciò che egli sta dicendo: il suo corpo, donato nell’eucaristia, è un corpo reale, ma al tempo stesso spiritualizzato, non più legato al tempo e allo spazio.
È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita.
6,63 L’uomo lasciato a se stesso è incapace di capire le cose di Dio e di salvarsi (la carne non giova a nulla); soltanto lo Spirito di Dio può farlo rinascere e aprirlo a nuovi orizzonti (lo Spirito dà la vita).
64 Ma tra voi vi sono alcuni che non credono". Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito.
6,64
65 E diceva: "Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre".
6,65
66 Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui.
6,66
67 Disse allora Gesù ai Dodici: "Volete andarvene anche voi?".
6,67
68 Gli rispose Simon Pietro: "Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna
6,68
69 e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio".
6,69
70 Gesù riprese: "Non sono forse io che ho scelto voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!".
6,70
71 Parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: costui infatti stava per tradirlo, ed era uno dei Dodici.


6,71

Note nel testo

6,1SECONDA PASQUA (6,1-71)
6,1-15 Gesù moltiplica i pani e i pesci
6,1-15 La moltiplicazione dei pani e dei pesci è un miracolo raccontato da tutti e quattro i vangeli (vedi Mt 14,13-21; Mc 6,30-44; Lc 9,10-17). Nel vangelo di Giovanni esso diventa il punto di partenza per il grande discorso sul pane di vita.
6,1 Siamo di nuovo in Galilea, come al termine del c. 4.
6,11-13L’annotazione che Gesù stesso distribuisce i pani e i pesci, la preghiera di ringraziamento, il comando di raccogliere i pezzi avanzati, sono probabili allusioni all’eucaristia.
6,16-21Un altro segno: Gesù cammina sul mare
Il miracolo, che ha paralleli in Mc 6,45-52 e Mt 14,22-33, mostra che in Gesù è data la presenza di Dio (sono io, v. 20), che apre una strada di salvezza per gli uomini
6,22-58Il pane della vita
6,26-27La folla non ha compreso il vero significato della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Essa cerca un cibo terreno, che non dura; Gesù invece intende offrirle un cibo che rimane per la vita eterna, cioè la sua parola e la sua persona.
6,31Citazione di Sal 78,24.
6,35Dicendo Io sono il pane della vita, Gesù afferma di essere quella salvezza che ogni uomo, consapevolmente o inconsapevolmente, va cercando (vedi vv. 48.51).
6,45Citazione di Is 54,13.
6,53-58Il pane che viene da Dio e dona la vita è la parola di Gesù ed è l’eucaristia. In questa seconda parte del discorso si parla più direttamente dell’eucaristia (carne, sangue, mangiare e bere).
6,59-71Crisi tra i discepoli
6,60La parola dura non si riferisce unicamente alla misteriosa presenza di Gesù nel pane e nel vino, ma a tutto il contenuto del discorso.
6,62Quando Gesù risorgerà e ritornerà al Padre, allora si capirà il senso vero di ciò che egli sta dicendo: il suo corpo, donato nell’eucaristia, è un corpo reale, ma al tempo stesso spiritualizzato, non più legato al tempo e allo spazio.
6,63L’uomo lasciato a se stesso è incapace di capire le cose di Dio e di salvarsi (la carne non giova a nulla); soltanto lo Spirito di Dio può farlo rinascere e aprirlo a nuovi orizzonti (lo Spirito dà la vita).