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CEI2008

CEI 2008

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5

Giacomo

3 Fratelli miei, non siate in molti a fare da maestri, sapendo che riceveremo un giudizio più severo:
3,1 LA VERA SAPIENZA (3,1-5,6)
3,1-12 La lingua è un fuoco
3,1-12 Quanto è detto in questo brano si riallaccia a 1,19: ognuno sia pronto ad ascoltare, lento a parlare. Quello del doveroso controllo della lingua è un tema ricorrente negli scritti sapienziali (vedi ad es. Pr 10,19; Qo 5,1-2).
2 tutti infatti pecchiamo in molte cose. Se uno non pecca nel parlare, costui è un uomo perfetto, capace di tenere a freno anche tutto il corpo.
3,2
3 Se mettiamo il morso in bocca ai cavalli perché ci obbediscano, possiamo dirigere anche tutto il loro corpo.
3,3
4 Ecco, anche le navi, benché siano così grandi e spinte da venti gagliardi, con un piccolissimo timone vengono guidate là dove vuole il pilota.
3,4
5 Così anche la lingua: è un membro piccolo ma può vantarsi di grandi cose. Ecco: un piccolo fuoco può incendiare una grande foresta!
3,5
Anche la lingua è un fuoco, il mondo del male! La lingua è inserita nelle nostre membra, contagia tutto il corpo e incendia tutta la nostra vita, traendo la sua fiamma dalla Geènna.
3,6 Geènna: vedi nota a Mt 5,21-22.
7 Infatti ogni sorta di bestie e di uccelli, di rettili e di esseri marini sono domati e sono stati domati dall'uomo,
3,7
8 ma la lingua nessuno la può domare: è un male ribelle, è piena di veleno mortale.
3,8
9 Con essa benediciamo il Signore e Padre e con essa malediciamo gli uomini fatti a somiglianza di Dio.
3,9
10 Dalla stessa bocca escono benedizione e maledizione. Non dev'essere così, fratelli miei!
3,10
11 La sorgente può forse far sgorgare dallo stesso getto acqua dolce e amara?
3,11
12 Può forse, miei fratelli, un albero di fichi produrre olive o una vite produrre fichi? Così una sorgente salata non può produrre acqua dolce.
3,12
Chi tra voi è saggio e intelligente? Con la buona condotta mostri che le sue opere sono ispirate a mitezza e sapienza.
3,13-18 La sapienza che viene dall’alto
3,13-18 Viene messa a confronto la sapienza che viene dall’alto (v. 17) con la falsa sapienza degli uomini. Della vera sapienza Giacomo tesse un elogio simile a quello di Sap 7,22-8,1.
14 Ma se avete nel vostro cuore gelosia amara e spirito di contesa, non vantatevi e non dite menzogne contro la verità.
3,14
15 Non è questa la sapienza che viene dall'alto: è terrestre, materiale, diabolica;
3,15
16 perché dove c'è gelosia e spirito di contesa, c'è disordine e ogni sorta di cattive azioni.
3,16
17 Invece la sapienza che viene dall'alto anzitutto è pura, poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale e sincera.
3,17
18 Per coloro che fanno opera di pace viene seminato nella pace un frutto di giustizia.


3,18

Note nel testo

3,1LA VERA SAPIENZA (3,1-5,6)
3,1-12 La lingua è un fuoco
3,1-12 Quanto è detto in questo brano si riallaccia a 1,19: ognuno sia pronto ad ascoltare, lento a parlare. Quello del doveroso controllo della lingua è un tema ricorrente negli scritti sapienziali (vedi ad es. Pr 10,19; Qo 5,1-2).
3,6Geènna: vedi nota a Mt 5,21-22.
3,13-18La sapienza che viene dall’alto
3,13-18 Viene messa a confronto la sapienza che viene dall’alto (v. 17) con la falsa sapienza degli uomini. Della vera sapienza Giacomo tesse un elogio simile a quello di Sap 7,22-8,1.