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CEI2008

CEI 2008

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3

2 Tessalonicesi

I contenuti
La seconda lettera ai
Tessalonicesi riprende e sviluppa alcuni temi della lettera precedente, in particolare quello della venuta del Signore Gesù. Non dobbiamo agitarci come se quel giorno fosse imminente, perché esso deve essere preceduto da due eventi: la grande crisi dei tempi decisivi, annunciata già dai profeti, e la comparsa del terribile avversario, opposto a Dio e ai suoi credenti (2,1-5). E l'apostolo aggiunge: prima ancora, deve essere tolto di mezzo ciò, o colui, che ora frena la manifestazione del "mistero dell'iniquità" (2,7). Nell'attesa della manifestazione del Signore, l'apostolo esorta i suoi cristiani alla fedeltà alle tradizioni ricevute e alla laboriosità (3,10). Lo schema è assai semplice:
Indirizzo, saluto e preghiera (1,1-12)
I segni della venuta del Signore (2,1-12)
Speranza e operosità (2,13-3,15)
Saluti (3,16-18).

Le caratteristiche
La lettera, che presenta un tono alquanto distaccato, ha soprattutto lo scopo di precisare e correggere posizioni errate circa il ritorno del Signore. La lettera usa un linguaggio piuttosto oscuro, probabilmente più comprensibile ai primi destinatari.

L'origine
Tradizionalmente si pensa che 2Ts sia stata scritta da Paolo poco dopo 1Ts, verso gli anni 50/51, in seguito a nuove informazioni. Alcuni studiosi moderni, a motivo delle differenze di stile e di contenuto fra le due lettere, pensano invece che questa seconda lettera sia stata scritta da un discepolo di Paolo, qualche decennio dopo la prima, in una situazione radicalmente diversa della comunità di Tessalònica. L'ipotesi però non sembra tale da togliere autorevolezza all'opinione tradizionale. In realtà, i contenuti delle due lettere non solo non si contraddicono, ma si completano a vicenda. I destinatari di questa lettera sono dunque gli stessi della prima, ma dal punto di vista dottrinale la loro situazione appare aggravata. Mentre in passato i Tessalonicesi erano preoccupati di sapere qualcosa che ignoravano (di qui la 1Ts), ora appaiono sin troppo sicuri delle loro convinzioni errate, sorte da pretese rivelazioni, o da insegnamenti falsamente attribuiti all'apostolo.