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CEI2008

CEI 2008

Ezechiele

2 Mi disse: "Figlio dell'uomo, àlzati, ti voglio parlare".
2,1 -3,15 Visione del libro: la chiamata di Ezechiele
 Figlio dell’uomo: appellativo molto frequente in Ezechiele. Con questa espressione, Dio si rivolge abitualmente al profeta. Si potrebbe tradurre semplicemente: “uomo”, “essere umano”, e sottolinea la differenza abissale fra la condizione fragile della creatura e la maestà divina.
2A queste parole, uno spirito entrò in me, mi fece alzare in piedi e io ascoltai colui che mi parlava.
3Mi disse: "Figlio dell'uomo, io ti mando ai figli d'Israele, a una razza di ribelli, che si sono rivoltati contro di me. Essi e i loro padri si sono sollevati contro di me fino ad oggi.
4Quelli ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito. Tu dirai loro: "Dice il Signore Dio".
5Ascoltino o non ascoltino - dal momento che sono una genìa di ribelli -, sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro.
6Ma tu, figlio dell'uomo, non li temere, non avere paura delle loro parole. Essi saranno per te come cardi e spine e tra loro ti troverai in mezzo a scorpioni; ma tu non temere le loro parole, non t'impressionino le loro facce: sono una genìa di ribelli.
7Ascoltino o no - dal momento che sono una genìa di ribelli -, tu riferirai loro le mie parole.
8Figlio dell'uomo, ascolta ciò che ti dico e non essere ribelle come questa genìa di ribelli: apri la bocca e mangia ciò che io ti do".
9Io guardai, ed ecco, una mano tesa verso di me teneva un rotolo.
10Lo spiegò davanti a me; era scritto da una parte e dall'altra e conteneva lamenti, pianti e guai.


Note al testo

2,1 -3,15 Visione del libro: la chiamata di Ezechiele
 Figlio dell’uomo: appellativo molto frequente in Ezechiele. Con questa espressione, Dio si rivolge abitualmente al profeta. Si potrebbe tradurre semplicemente: “uomo”, “essere umano”, e sottolinea la differenza abissale fra la condizione fragile della creatura e la maestà divina.