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Daniele

1 L'anno terzo del regno di Ioiakìm, re di Giuda, Nabucodònosor, re di Babilonia, marciò su Gerusalemme e la cinse d'assedio.
1,1 DANIELE E I GIOVANI EBREI ALLA CORTE DEL RE (1,1-6,29)
-6,29 In questa prima parte si trovano racconti di due generi. Alcuni sono incentrati sulla persecuzione e narrano come i fedeli ebrei soffrano ingiustamente, rischino la morte per la loro fede e siano salvati da Dio con interventi miracolosi. Altri racconti esaltano la sapienza di Daniele, che gli permette di interpretare i sogni e i segni misteriosi, annunciando il castigo per i re che, con orgoglio, si oppongono a Dio e ai suoi disegni.
 I giovani ebrei alla corte di Babilonia
L’anno terzo del regno di Ioiakìm: corrisponde al 606. Si ha notizia di una campagna babilonese contro Giuda in quell’anno (2Re 24,2); non ci fu però conquista di Gerusalemme, né deportazione del re. Una deportazione avvenne nel 597, quando il successore di Ioiakìm, il re Ioiachìn, fu condotto a Babilonia. L’espressione paese di Sinar è una designazione antica della regione di Babilonia.
2Il Signore diede Ioiakìm, re di Giuda, nelle sue mani, insieme con una parte degli arredi del tempio di Dio, ed egli li trasportò nel paese di Sinar, nel tempio del suo dio, e li depositò nel tesoro del tempio del suo dio.
3Il re ordinò ad Asfenàz, capo dei suoi funzionari di corte, di condurgli giovani israeliti di stirpe regale o di famiglia nobile,
4senza difetti, di bell'aspetto, dotati di ogni sapienza, istruiti, intelligenti e tali da poter stare nella reggia, e di insegnare loro la scrittura e la lingua dei Caldei.
5Il re assegnò loro una razione giornaliera delle sue vivande e del vino che egli beveva; dovevano essere educati per tre anni, al termine dei quali sarebbero entrati al servizio del re.
6Fra loro vi erano alcuni Giudei: Daniele, Anania, Misaele e Azaria;
7però il capo dei funzionari di corte diede loro altri nomi, chiamando Daniele Baltassàr, Anania Sadrac, Misaele Mesac e Azaria Abdènego.
8Ma Daniele decise in cuor suo di non contaminarsi con le vivande del re e con il vino dei suoi banchetti e chiese al capo dei funzionari di non obbligarlo a contaminarsi.
9Dio fece sì che Daniele incontrasse la benevolenza e la simpatia del capo dei funzionari.
10Però egli disse a Daniele: "Io temo che il re, mio signore, che ha stabilito quello che dovete mangiare e bere, trovi le vostre facce più magre di quelle degli altri giovani della vostra età e così mi rendereste responsabile davanti al re".
11Ma Daniele disse al custode, al quale il capo dei funzionari aveva affidato Daniele, Anania, Misaele e Azaria:
12"Mettici alla prova per dieci giorni, dandoci da mangiare verdure e da bere acqua,
13poi si confrontino, alla tua presenza, le nostre facce con quelle dei giovani che mangiano le vivande del re; quindi deciderai di fare con i tuoi servi come avrai constatato".
14Egli acconsentì e fece la prova per dieci giorni,
15al termine dei quali si vide che le loro facce erano più belle e più floride di quelle di tutti gli altri giovani che mangiavano le vivande del re.
16Da allora in poi il sovrintendente fece togliere l'assegnazione delle vivande e del vino che bevevano, e diede loro soltanto verdure.
17Dio concesse a questi quattro giovani di conoscere e comprendere ogni scrittura e ogni sapienza, e rese Daniele interprete di visioni e di sogni.
18Terminato il tempo, stabilito dal re, entro il quale i giovani dovevano essergli presentati, il capo dei funzionari li portò a Nabucodònosor.
19Il re parlò con loro, ma fra tutti non si trovò nessuno pari a Daniele, Anania, Misaele e Azaria, i quali rimasero al servizio del re;
20su qualunque argomento in fatto di sapienza e intelligenza il re li interrogasse, li trovava dieci volte superiori a tutti i maghi e indovini che c'erano in tutto il suo regno.
Così Daniele vi rimase fino al primo anno del re Ciro.


1,21 primo anno del re Ciro: l’anno indicato è il 538.

Note al testo

1,1 DANIELE E I GIOVANI EBREI ALLA CORTE DEL RE (1,1-6,29)
-6,29 In questa prima parte si trovano racconti di due generi. Alcuni sono incentrati sulla persecuzione e narrano come i fedeli ebrei soffrano ingiustamente, rischino la morte per la loro fede e siano salvati da Dio con interventi miracolosi. Altri racconti esaltano la sapienza di Daniele, che gli permette di interpretare i sogni e i segni misteriosi, annunciando il castigo per i re che, con orgoglio, si oppongono a Dio e ai suoi disegni.
 I giovani ebrei alla corte di Babilonia
L’anno terzo del regno di Ioiakìm: corrisponde al 606. Si ha notizia di una campagna babilonese contro Giuda in quell’anno (2Re 24,2); non ci fu però conquista di Gerusalemme, né deportazione del re. Una deportazione avvenne nel 597, quando il successore di Ioiakìm, il re Ioiachìn, fu condotto a Babilonia. L’espressione paese di Sinar è una designazione antica della regione di Babilonia.
1,21 primo anno del re Ciro: l’anno indicato è il 538.