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CEI1974

CEI 1974

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Apocalisse

18 Dopo ciò, vidi un altro angelo discendere dal cielo con grande potere e la terra fu illuminata dal suo splendore.
18,1 Descrizione profetica del crollo di Roma come simbolo dell’idolatria e delle forze avverse a Dio.
Gridò a gran voce:

"E` caduta, è caduta
Babilonia la grande
ed è diventata covo di demòni,
carcere di ogni spirito immondo,
carcere d`ogni uccello impuro e aborrito
e carcere di ogni bestia immonda e aborrita.
18,2 Le elegie sulle rovine di Babilonia-Roma evocano testi di Is, Ger e specialmente di Ez cc. 26-28 per i vv. 9-19.
3 Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino
della sua sfrenata prostituzione,
i re della terra si sono prostituiti con essa
e i mercanti della terra si sono arricchiti
del suo lusso sfrenato".
4 Poi udii un`altra voce dal cielo:
"Uscite, popolo mio, da Babilonia
per non associarvi ai suoi peccati
e non ricevere parte dei suoi flagelli.
5 Perché i suoi peccati si sono accumulati fino al cielo
e Dio si è ricordato delle sue iniquità.
6 Pagatela con la sua stessa moneta,
retribuitele il doppio dei suoi misfatti.
Versatele doppia misura nella coppa
con cui mesceva.
7 Tutto ciò che ha speso per la sua gloria e il suo lusso,
restituiteglielo in tanto tormento e afflizione.
Poiché diceva in cuor suo:
Io seggo regina,
vedova non sono e lutto non vedrò;
8 per questo, in un solo giorno,
verranno su di lei questi flagelli:
morte, lutto e fame;
sarà bruciata dal fuoco,
poiché potente Signore è Dio
che l`ha condannata".
9 I re della terra che si sono prostituiti e han vissuto nel fasto con essa piangeranno e si lamenteranno a causa di lei, quando vedranno il fumo del suo incendio,
10 tenendosi a distanza per paura dei suoi tormenti e diranno:

"Guai, guai, immensa città,
Babilonia, possente città;
in un`ora sola è giunta la tua condanna!".
11 Anche i mercanti della terra piangono e gemono su di lei, perché nessuno compera più le loro merci:
12 carichi d`oro, d`argento e di pietre preziose, di perle, di lino, di porpora, di seta e di scarlatto; legni profumati di ogni specie, oggetti d`avorio, di legno, di bronzo, di ferro, di marmo;
13 cinnamòmo, amòmo, profumi, unguento, incenso, vino, olio, fior di farina, frumento, bestiame, greggi, cavalli, cocchi, schiavi e vite umane.
14 "I frutti che ti piacevano tanto,
tutto quel lusso e quello splendore
sono perduti per te,
mai più potranno trovarli".
15 I mercanti divenuti ricchi per essa, si terranno a distanza per timore dei suoi tormenti; piangendo e gemendo, diranno:
16 "Guai, guai, immensa città,
tutta ammantata di bisso,
di porpora e di scarlatto,
adorna d`oro,
di pietre preziose e di perle!
17 In un`ora sola
è andata dispersa sì grande ricchezza!".

Tutti i comandanti di navi e l`intera ciurma, i naviganti e quanti commerciano per mare se ne stanno a distanza,
18 e gridano guardando il fumo del suo incendio: "Quale città fu mai somigliante all`immensa città?".
19 Gettandosi sul capo la polvere gridano, piangono e gemono:

"Guai, guai, immensa città,
del cui lusso arricchirono
quanti avevano navi sul mare!
In un`ora sola fu ridotta a un deserto!
20 Esulta, o cielo, su di essa,
e voi, santi, apostoli, profeti,
perché condannando Babilonia
Dio vi ha reso giustizia!".
Un angelo possente prese allora una pietra grande come una mola, e la gettò nel mare esclamando:

"Con la stessa violenza sarà precipitata
Babilonia, la grande città
e più non riapparirà.
18,21 Il gesto simbolico si ispira a Ger 51,63-64. L’angelo possente è l’esecutore delle più importanti missioni: cfr. 5,2. cfr. 10,1-7.
22 Il suono degli arpisti e dei musici,
dei flautisti e dei suonatori di tromba,
non si udrà più in te;
ed ogni artigiano di qualsiasi mestiere
non si troverà più in te;
e la voce della mola
non si udrà più in te;
23 e la luce della lampada
non brillerà più in te;
e la voce dello sposo e della sposa
non si udrà più in te.
Perché i tuoi mercanti erano i grandi della terra;
perché tutte le nazioni dalle tue malìe furon sedotte.
24 In essa fu trovato il sangue dei profeti e dei santi
e di tutti coloro che furono uccisi sulla terra".

Note nel testo

18,1Descrizione profetica del crollo di Roma come simbolo dell’idolatria e delle forze avverse a Dio.
18,2Le elegie sulle rovine di Babilonia-Roma evocano testi di Is, Ger e specialmente di Ez cc. 26-28 per i vv. 9-19.
18,21Il gesto simbolico si ispira a Ger 51,63-64. L’angelo possente è l’esecutore delle più importanti missioni: cfr. 5,2. cfr. 10,1-7.