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CEI1974

CEI 1974

Siracide

E’ l’unico libro dell’Antico Testamento, eccettuati i libri profetici, nel quale si trovi indicato il nome dell’autore: lo scriba gerosolimitano Gesù figlio di Sirach (50, 27): da questo patronimico deriva il titolo di Siracide (cioè della famiglia di Sirach). Il titolo “Eccelsiastico) proviene dalla antica tradizione latina e allude al largo uso del libro nelle assemblee cristiane, specialmente per l’istruzione dei catecumeni. I temi trattati dell’autore, con frequentissime riprese, non seguono un ordine discernibile; in genere, l’opera si può dividere in due grandi parti: una collezione di massime (2, 1 - 42, 14), una lode a Dio e un elogio delle grandi figure della storia d’Israele (42, 15 - 51, 30). Nel solco della tradizione ebraica, anche il Siracide parla della sapienza come dono divino, per formare la gioventù fedele e assicurare la felicità. La sapienza è identificata in concreto con la legge data al popolo eletto. Gli antenati di Israele sono presentati come illustri esempi di uomini guidati nella sapienza nell’esercizio delle più alte virtù. Ogni uomo dovrà rendere conto a Dio del suo operato per riceverne, nell’al di là, premio o castigo. Il Siracide, il più lungo libro sapienziale della Bibbia, è quasi una sintesi della tradizione di saggezza che lo precede, un manuale del buon comportamento religioso e morale. Originariamente scritto in ebraico verso l’anno 200 a.C., il libro si è conservato completo soltanto nella versione greca ma, a partire dalla fine del secolo scorso e fino ai nostri giorni, sono stati scoperti frammenti di antichi manoscritti contenenti i tre quinti del testo ebraico.

Prologo. - Molti e profondi insegnamenti ci sono stati dati nella legge, nei profeti e negli altri scritti successivi e per essi si deve lodare Israele come popolo istruito e sapiente. Poiché è necessario che i lettori non si accontentino di divenire competenti solo per se stessi, ma che gli studiosi anche ai profani possano rendersi utili con la parola e con gli scritti, anche mio nonno Gesù, dedicatosi lungamente alla lettura della legge, dei profeti, e degli altri libri dei nostri padri e avendovi conseguito una notevole competenza, fu spinto a scrivere qualche cosa riguardo all' insegnamento e alla sapienza, perché gli amanti del sapere, assimilato anche questo, possano progredire sempre più in una condotta secondo la legge. Siete dunque invitati a farne la lettura con benevolenza e attenzione e a perdonare se, nonostante l' impegno posto nella traduzione, sembrerà che non siamo riusciti a render la forza di certe espressioni. Difatti le cose dette in ebraico non hanno la medesima forza quando sono tradotte in altra lingua. E non solamente questa opera, ma anche la stessa legge, i profeti e il resto dei libri conservano un vantaggio non piccolo nel testo originale. Nell' anno trentottesimo del re Evergete, venuto in Egitto e fermatomi ivi alquanto, dopo aver scoperto che lo scritto è di grande valore educatico, anch' io ritenni necessario adoperarmi con diligenza e fatica per tradurlo. Dopo avervi dedicato molte veglie e studi in tutto quel tempo, ho condotto a termine questo libro, che pubblico per coloro che all' estero intendano istruirsi conformando i propri costrumi per vivere secondo la legge.